martedì 19 luglio 2011

Come affrontare ... le cicatrici

Avete presenti quelle cicatrici grosse, spesse, che sembrano cordoni? Si chiamano cheloidi. E avete mai visto invece quelle che paiono tirare, tenere in trazione la pelle circostante e che oltre al danno estetico possono creare un danno funzionale, come ad esempio limitare i movimenti della parte colpita?
Sono esempi di cicatrici "problematiche" che nel tempo possono tra l'altro (come tutte le cicatrici, del resto) diventare anche un campo di disturbo (vedi neuralterapia).

Ebbene, l'omotossicologia, e precisamente l'omeomesoterapia, ha alcuni validi aiuti:
  • Causticum compositum fiale
  • Coenzyme compositum fiale
  • Graphites homaccord fiale
  • Solanum compositum fiale
Si possono miscelare tutti assieme, o solo alcuni secondo le necessità, ed effettuare ineizioni intradermiche settimanali o bisettimanali secondo che la cicatrice sia meno fresca o invece più recente.
E' opportuno infiltrare non solo lungo la cicatrice ma anche i bordi.
Si potrà poi completare utilmente la terapia con l'assunzione orale dei medesimi preparati disponibili in gocce, specie Graphites Homaccord.
E' di grandissima soddisfazione!


Fonti:
Manuale di omeomesoterapia, De Bellis, Italia, ed. Guna, 2003

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