giovedì 23 febbraio 2012

Come affrontare ... la sindrome premestruale (seconda parte)

Segue dalla prima parte.

I rimedi che abbiamo a disposizione per la cura della SPM in omeopatia sono rimedi di fondo e rimedi particolari per i singoli sintomi.

Rimedi di fondo:

  • Lachesis: è il rimedio principale della SPM. Caratterizzata dai gonfiori (seno, addome, pelvi, gambe), cefalea, nervosismo, insonnia da addormentamento, sogni macabri.
  • Natrum muriaticum: se nella paziente predomina la cellulite con aumento di peso, secchezza vaginale o anche talora leucorrea, comparsa di foruncoli al volto e soprattutto lungo il bordo del cuoio cappelluto, tristezza e depressione che peggiorano se si tenta di consolare la paziente, la quale preferisce starsene sola, stitichezza e pallore, mestruo ritardato e scarso.
  • Pulsatilla: se prevale la congestione venosa talora con cianosi delle gambe, e anche gonfiori alla pelvi e al seno, accompagnate da umore variabile e mutevole.
  • Sepia: se la SPM si manifesta in pazienti che hanno una tendenza ad avere mestruazioni ritardate, forte peso alla pelvi ed emorroidi, leucorrea irritante, digestione lenta, herpes labiale catameniale, foruncoli, eczema periorale, depressione che se si tenta di consolare peggiora anzichè migliorare, mentre un'improvvisa ripresa energetica si manifesta il giorno prima della comparsa del ciclo.
  • Sulfur: cefalea bruciante, piedi brucianti la notte (li scopre), bruciori vaginali, vampate, prurito vulvare ed altri disturbi cutanei e allergici alternanti.
  • Calcarea carbonica: per donne prosperose con mestruazioni abbondanti ed anticipate, con importanti dolori addomino-pelvici ed importante mastodinia.
  • Thuya: se presenti leucorrea, cisti ovarica, ritenzione idrica, depressione, pregresse infezioni genitali, abbondante sudorazione ascellare e distrofismo di unghie e capelli, in pazienti con storia pregressa di abuso di farmaci o vaccinazioni recenti.

Rimedi specifici (mi limito all'elenco rimandando allo studio per i diversi sintomi):

  • Nervosismo, insonnia, depressione: Ignatia, Nux vomica, Moschus, Murex purpurea, Cyclamen, Magnesia muriatica, Kreosotum, Causticum
  • Tensione addominale: Lycopodium, Bovista
  • Diarrea: Veratrum
  • Mastodinia: Lac caninum, Phytolacca, Conium maculatum, Sanguinaria
  • Cefalea: Sanguinaria, Lac caninum
  • Congestione venosa: Hamamelis, Vipera berus, Aesculus
  • Coriza e mal di gola: Magensia carbonica, Lac caninum
  • Herpes catameniale: Rhus toxicodendron, Borax
  • Acne catameniale: Kalium bromatum, Eugenia jambosa
  • Prurito vaginale e pubico: Graphites

Ricorrendo all'omotossicologia possiamo avvalerci di:
Lepi LI.GE.MED: questo validissimo litogemmoterapico, se assunto regolarmente per almeno due mesi ogni anno, mattina e sera, dà risultati davvero soddisfacenti, sebbene forse più incentrati sui disturbi prettamente dell'ambito sessuale femminile piuttosto che sulla sindrome in generale (tanto per essere chiari: fa poco sui disturbi nervosi o cutanei o digestivi eccetera)
Lilium compositum insieme a K2F e a Progesterone  in diluizione decimale (D6-D30) possono rappresentare un protocollo di base da associare poi eventualmente a: Sepia compositum o Serotonina D6 per l'instabilità emotiva, beta-endorfina 4CH se vi sono algie varie, Pilosella compositum e/o Lymphomiosot per combattere l'idroritenzione.

Fondamentale anche l'oligoelemento, in particolare il Magnesio (Oligoel 8) per vincere il nervosismo e l'instabilità emotiva e il Litio (Oligoel 7) per la depressione dell'umore.

La coppettazione lungo il meridiano vescica può aiutare ad alleviare la lombalgia tipica del periodo premestruale.







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lunedì 20 febbraio 2012

Come affrontare ... la sindrome premestruale (parte prima)



Affronto oggi un argomento per il quale, prima di suggerire una qualsivoglia terapia (i sintomi non li elenco neppure, tanto le donne che leggeranno sapranno indubbiamente anche troppo bene di che si tratta!), ritengo doverosa una premessa.
La sindrome premestruale, che secondo le statistiche affligge almeno il 40% delle donne, di cui almeno il 10%  in maniera considerata grave (tale cioè da interferire con le normali attività della vita quotidiana) è un problema correlato strettamente allo stile di vita.
Partirò da lontano, da molto lontano all'argomento: precisamente da don Lorenzo Milani, il fondatore della famosa scuola di Barbiana, il quale sosteneva che "la peggiore ingiustizia sia trattare i diversi in modo uguale", non meno che trattare esseri uguali in modo diverso.
Ne deduco e sostengo che i ritmi lavorativi odierni, declinati tutti al maschile, siano ingiusti ed insostenibili per il sesso femminile. Prova della verdicità della mia affermazione è che è pure dimostrato che la sindrome premestruale, che da ora chiamerò SPM, è significativamente più diffusa tra donne dopo i 30 anni, a definire il ruolo delle responsabilità e del carico lavorativo nel determinarne i tipici disturbi. E che le donne con SPM hanno un calo del rendimento lavorativo e un aumento degli errori: ma chi mai ne terrà conto in caso di contenzioso dovuto ad un errore commesso dalla donna durante una SPM?!?!?

Detto questo, oltre ad invocare un auspicabile quanto improbabile mutamento della mentalità dominante (e, mi spiace dirlo, complici masochiste della propria condizione sono spesso le stesse donne!) non mi resta che avvertire il lettore, o più facilmente la lettrice, che ad ulteriore riprova di quanto sopra affermato è il fatto che la terapia dominante nella SPM non sia tanto un farmaco o un rimedio ma uno stile di vita, e che uno dei consigli più ricorrenti in merito sia "ridurre il più possibile gli impegni per quei giorni".
Lo stile di vita è fondamentale e racchiude numerosi consigli, che personalmente ho trovato addirittura più efficaci delle terapie.
1) Innanzitutto, si diceva, cercare di condurre una vita tranquilla nei limiti del possibile: uscite serali e ore piccole, impegni importanti di lavoro sarebbero da rimandare.
2) Il riposo notturno adeguato è importantissimo: ricordo che le ore maggiormente riposanti sono quelle della prima parte della notte, non quelle verso il mattino!
3) La dieta:
l'eliminazione assoluta del sale sarebbe auspicabile per contenere i gonfiori e la tensione mammaria, ma bisogna almeno ridurre drasticamente quello aggiunto, se non è possibile eliminarlo completamente. E' dura, lo so, ma in due mesetti i benefici si fanno davvero sentire e il palato si abitua a tutto.
La dieta vegetariana in questo senso può essere di aiuto in quanto molti salumi sono ovviamente salatissimi, e inoltre non va dimenticavo il significativo apporto di antibiotici e di estrogeni assunti nelle carni animali.
L'assunzione di alimenti ricchi in magnesio (alghe, basilico, coriandolo, crusca, menta, semi di zucca, aneto, salvia, cacao amaro, noci, prezzemolo, santoreggia, semi di sesamo, di senape, di cumino, di girasole, di papavero, dragoncello, maggiorana...) aiuta parecchio a controllare il nervosismo e le tensioni sia psicologiche che muscolari.
4) Una regolare attività aerobica, come camminare o correre, meglio se all'aperto, giova riducendo gonfiori e malumore, ma anche attività invernali al chiuso come il nuoto in piscina o lo yoga possono venire incontro a questi disturbi oltre ad alleviare il mal di schiena.
5) Attività di rilassamento come il training autogeno o altre forme di rilassamento mentale giovano nel controllo dell'ansia e del nervosismo.

Affronterò nel post successivo le seguenti possibili soluzioni terapeutiche: omeopatia, omotossicologia, oligoelementi, coppettazione.

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venerdì 17 febbraio 2012

Trigger Point


Un brevissimo post per parlare di un volume utile al medico in generale ed in particolare al neuralterapeuta:

Trigger Point, di S. Niel-Asher, Ed. Edi-Ermes.

Questo testo è stato consigliato dal dottor Romani alla prima lezione del corso di Neuralterapia tenutosi a Cesena lo scorso 28 Gennaio.

E' in realtà un libro destinato ai fisioterapisti, e a livello anatomofisiologico risulta troppo semplicistico per il medico.

Tuttavia lo segnalo perchè è veramente utile e chiaro nell'aiutare l'operatore sanitario ad individuare i punti trigger, risvegliabili alla digitopressione, così comuni ed anche fondamentali come step neuralterapico.

Le tavole sono grandi, chiare, e rappresentano un'indispensabile mappatura dei trigger point, sia per trattamenti manuali che infiltrativi: merita menzione la particolare attenzione nel segnalare per ogni punto se siano più indicate le terapie manuali o quelle puntorie (agopuntura, neuralterapia ... ).

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sabato 4 febbraio 2012

Come affrontare ... il trac emotivo


Foto tratta e modificata da: http://www.psicoterapeuta-roma.com/attacchi_di_panico_disturbo_sintomi_terapia.html

Sebbene le problematiche psicologiche richiedano una trattazione profondissima ed ampia all'inverosimile, voglio trattarne una pur minimissima parte, cominciando dal trac, cioè da quella sensazione improvvisa, inaspettata e violenta che ci paralizza l'animo e la mente, in particolare prima di un evento che ci terrorizza (esami, esibizioni pubbliche, colloqui di lavoro, un incontro con una persona per noi particolarmente importante eccetera).
Lo stato d'animo si accompagna non di ardo a manifestazioni neurovegetative quali tachicardia, alterazioni pressorie, iperemia cutanea o pallore, tremori, contratture localizzate, iperventilazione fino all'alcalosi respiratoria, diarrea, poliuria.

E' sempre importante per il medico capire se si tratta di un disturbo transitorio e passeggero che riconosce un preciso fattore scatenante, oppure se si tratta di un fenomeno ansioso o DAP, oppure ancora se si tratta di una manifestazione di qualche patologia psichiatrica più importante.

Rimanendo nella prima ipotesi possiamo avvalerci dell'omeopatia come supporto al trac emozionale transitorio, specialmente, come già detto, di tipo anticipatorio:
  • Gelsemium: panico totale con perdita di memoria, impossibilità a concentrarsi, , tremori e sensazione di cedimento muscolare, vertigini, diplopia, sensazioni presincopali, diarrea, tendenza alla poliuria quando il soggetto si rilassa un pochino. E' utile sia in prevenzione (da un mese ad un giorno prima dell'evento, eventualmente associato ad Ignatia) sia in attacco acuto.
  • Ignatia amara: sia nell'ansia da anticipazione (come Gelsemium) sia come conseguenza di eventi dolorosi e/o frustranti. i disturbi in questo caso sono diversi e vanno da una costante iperestesia polisensoriale a palpitazioni, insonnia, anoressia o fame nervosa, cefalea a chiodo, bolo, sospiri, sbadigli, spasmi in fossa colica destra, sempre migliorati con la distrazione.
  • Argentum nitricum: sintomi soprattutto digestivi, con aereofagia e diarrea, in pazienti nervosi, agitati, frettolosi , ma contemporaneamente sovraffaticati e spossati
  • Ambra grisea: in pazienti timidissimi che esprimo il trac con stanchezza, tremori, spasmi, tosse nervosa, insonnia
  • Moschus: se la paziente (più spesso che il paziente) sviene, o ha manifestazioni di ipereccitabilità nervosa quali pianto e riso alternati ed incontrollati, o con manifestazioni teatrali.
  • Staphysagria: trac da emozioni negative represse quali collera trattenuta, vessazioni, umiliazioni, fallimenti, che comportano manifestazioni psicosomatiche specialmente urogenitali, in personalità molto suscettibili e permalose
  • Coffee: dopo una gioia improvvisa 

Anche l'omotossicologia ci può venire in aiuto, soprattutto come prevenzione di ricadute.
In associazione ai rimedi omeopatici sintomatologici, per stabilizzare il tono neurovegetativo useremo ad esempio Ignatia Homaccord se prevale un'atteggiamento ansioso-depressivo o Acidum Phosphoricum Homaccord se prevale l'astenia psico-fisica, mentre come rimedio base associato al drenaggio useremo Selenium compositum.

Negli oligoelementi possiamo attingere a:
Manganese-Cobalto, in Bottle-Pack, come prevenzione della distonia neurovegtativa e degli stati ansiosi, una fiala a giorni alterni per circa 3 mesi, oppure a Oligoel 7 (Litio) circa 30 gocce mattina e sera.

Utile anche l'utilizzo di altre terapie coadiuvanti come i fitoterapici, tecniche di rilassamento come il training autogeno, e le terapie manuali.



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mercoledì 1 febbraio 2012

Corso Neuralterapia: appunti sparsi 1a lezione (dott. Romani)

In qualsiasi approccio medico è fondamentale ricordarsi che non ci troviamo mai davanti ad una patologia, ma semmai davanti ad una persona (il paziente) che sta manifestando un disagio: ecco perchè la terapia deve essere sempre personalizzata.

Evento chiave diventa l'ANAMNESI, inclusa quella lavorativa e/o ambientale, tenendo presente che vi sono molti inquinanti lipofili (es: vernici, coloranti) che intasano pertanto la matrice extracellulare.

Le fibre simpatiche oltre ad avere terminazioni vascolari hanno anche terminazioni perivascolari libere, quindi a diretto contatto con la matrice. Invece le fibre parasimpatiche hanno solo terminazioni libere perivascolari.
La procaina provoca una simpaticolisi, con conseguente effetto antiflogistico sulle terminazioni libere ed effetto vasodilatante sul microcircolo.

Esperimento di Montagner: Montagnier L., Aïssa J., Ferris S., Montagnier J.-L., Lavallee C. -
Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived
from Bacterial DNA Sequences.  Interdiscip Sci Comput Life Sci, 2009; 1: 81-90:

Osservazione: la matrice di un organo denervato (non ha innervazione, nè simpatica nè parasimpatica) non sviluppa MAI flogosi.

Riflessi:
viscero-cutaneo
viscero-somatico
viscero-viscerale
cuto-viscerale

Il nervo spinale unisce in sincronia: dermatomero, miomero, sclerotomo, enterotomo.

PALPER-ROULER:  fondamentale, insieme alla pressione, per smascherare punti dolenti nascosti, sovra e sottostanti la zona sintomatica dolente: su questi punti faremo poi i pomfi: spesso ciò è sufficiente perchè il paziente si alzi e non abbia più dolore nel punto dolente sintomatico.
Per i denti potremo praticare il palper-ruler con un bastoncino a punta smussata, toccando tutte le gengive una per una a livello di ogni dente.
Il dolore o la malattia cutanea persistente (es: verruca) è in realtà un "refered-pain", cioè ci deve servire da guida per svelare il segmento interessato.
Quindi procedere come segue:
quando c'è dolore al palper-rouler facciamo subito una mesoterapia locale per eliminare l'algia cutanea: se il dolore persiste allora possiamo passare a valutare il muscolo (tramite la palpazione e/o la kinesiologia) ed eventualmente infiltrarlo, e quindi infine all'organo corrispondente.
Pensare sempre all'organo corrispondente sia per i dermatomeri che per i miomeri interessati dalla patologia).

Livelli Neuralterapici:
segmentario (locale e di segmento)
campo di disturbo
gangli e plessi (oppure i nervi che hanno a che fare con un dato ganglio o plesso: tecnica di Nick)

Procaina in fiale:
2 ml al 2% sono 40 mg:
per trattare zone estese prenderne 5 fiale da 2 ml (cioè 40x5 uguale 200 mg in un totale di 10 ml) da miscelare con 100 ml di fisiologica e 10 ml di bicarbonato di sodio. In altre parole per zone estese dobbiamo fare una diluizione di 11:1.
Invece per trattare cavità e gangli si farà una diluizione 1:1 ma con Procaina all'1%.

Aghi consigliati:
Ladurner Hospitalia (hanno siringhe da insulina e aghi da mesoterapia, adatti per fare pomfi, cicatrici e tonsille.
Codisan spa (www.codisan.com): hanno aghi tipo "my jector" di 29G x 12mm, da insulina con ago fisso, adattissimi per le tonsille.
WP Group (www.worldpharma.it) hanno ottimi prezzi per gli aghi da mesoterapia

Sindrome vertiginose e acufeni: trattamento della mastoide e dell'angolo temporomandibolare

Tecnica di Minck: per toccare le interspinose scendo verticale di circa 3 cm, retraggo 1-2 mm e poi inietto (es: T12-L1 per fare il Piccolo e il Grande Splancnico).





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giovedì 26 gennaio 2012

Come affrontare ... le cistiti ricorrenti (parte seconda)

Nel post precedente ho affrontato le cistiti ricorrenti tramite un approccio omotossicologico.
Ora vediamo alcune altre diverse possibilità terapeutiche non farmacologiche.

Tengo a specificare che stiamo parlando di cistiti ricorrenti, in quanto nel singolo episodio di cistite acuta non recidivante è più rapida la terapia antibiotica classica, e sarà quindi da preferirsi.
Cionondimeno non solo le terapie omeopatiche/omotossicologiche avranno un importante ruolo nel prevenire le recidive, ma altresì saranno indispensabili qualora la terapia classica sia inapplicabile, come ad esempio in persone con allergie al farmaco, epatopatie o nefropatie gravi, o se è presente un rischio di interazioni con altri medicamenti.

In omeopatia la cura della fase acuta, nelle cistite classica a urine torbide, si avvarrà di:

  • Cantharis: è il rimedio più importante perchè corrisponde ai sintomi più tipici e frequenti che sono il dolore e il fortissimo bruciore dall'inizio alla fine della minzione, con urine scure, talora sanguinanti.
  • Mercurius corrosivus: simile a Cantharis ma con sintomi ancora più intensi, con urine anche decisamente sanguinanti, e tenesmo dolorosissimo, accompagnati dai sintomi del rimedio quali febbre continua con brividi e piloerezione, sudorazione abbondante, alitosi, peggioramento notturno
  • Arsenicum album: come caratteristico di questo rimedio i dolori sono essenzialmente brucianti e paradossalmente migliorati da applicazioni locali calde, in pazienti spossate, deboli, pallide, agitate e prostrate, che bevono poco e spesso acqua fredda.
  • Terebinthina: se c'è ematuria molto scusa o addirittura nerastra con sedimento scuro e odorante
  • Phosphorus: se è presente ematuria sia microscopica che macroscopica
  • Equisetum hiemale: se le minzioni sono sì frequenti e dolorose ma abbondanti, con dolore soprattutto verso la fine della minzione e persistenza anche dopo, accompagnate da sensazione di peso pelvico che peggiora col contatto e la pressione.
  • Formica rufa: se il paziente urina spesso con urine abbondanti, torbide, maleodoranti, ma non dolorose (o molto poco dolorose)
  • Populus tremula: le urine sono mucopurulente, con tenesmo e persistenza di dolore retropubico dopo la minzione, dolore bruciante all'uretra, in donne gravide, in cistiti di origine prostatica e post chirurgiche.
  • Chimaphila umbellata: urine mucopurulente.
Se le urine invece sono limpide abbiamo in particolare due rimedi:
  • Staphysagria: indicata nella cistite post traumatica (post coitale e post cateterizzazione) e nelle cistalgie a urine chiare in generale, con bruciori che sono presenti fra una minzione e l'altra ma che cessano urinando.
  • Capsicum anuum: bruciore intenso con urine abbondanti e limpide

In omeopatia sono però molto importanti i rimedi di fondo, indispensabili in tutte le malattie croniche:
  • Thuya: fondamentale in tutte le patologie che si presentano cronicamente, è particolarmente adatta per pazienti con storie di frequenti infezioni genitali, di assunzione di farmaci o vaccini, di associazione con malattie verrucoidi della cute
  • Sepia: soprattutto se si tratta di donne con patologie pelviche associate, con sensazione di peso pelvico e minzione imperiosa,urine torbide e fetide, stitichezza.
  • Silicea: se presente piuria
  • Anti IL-1 10 gocce una o più volte al giorno, sempre utili per modulare la risposta infiammatoria
Altri rimedi di fondo, da utilizzare in base alle caratteristiche del rimedio stesso, sono:
Natrum muriaticum, Pulsatilla, Lycopodium, Lachesis, Graphites, Sulphur 

 
Bioterapici omeopatici molto importanti sono:

Tuberculinum
Medorrhinum: sempre se le infezioni urogenitali sono recidivanti
Colibacillinum: se l'agente eziologico è (frequentissimo!) E. coli, e comunque nelle cistalgie ad urine chiare
Enterococcinum, Staphylococcinum eccetera, secondo l'esito colturale batteriologico.
Serum anticolibacillaire alla 3 DH, tre volte al dì in fase acuta e una volta al giorno come rimedio di fondo.
Vescica urnaria: la sera a giorni alterni

L'oligoelemento utile nelle infezioni recidivanti è Rame-Oro-Argento, in fiale a giorni alterni per tre mesi o in gocce nella ragione di 25 gocce mattina e sera.

Infine vorrei ricordare che anche la coppettazione può dare un sollievo sintomatico, se praticata nei punti:
LI (Grosso Intestino) 11, ST (Stomaco) 25, SP (Milza-Pancreas) 9, BL (Vescica urinaria) 20, 22-23, 36, 40, 51-52, GB (Vescica biliare) 25, CV (Vaso concezione) 3-4, GV (Vaso governatore) 4, MBV24(Yaoyan)




Fonti:
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia Facile, Clarke, ed. Nuova Ipsa, 1992

Terapia omeopatica  Possibilità in Patologia Acuta, ed. Boiron 

Terapia omeopatica  Possibilità in Patologia Cronica, ed. Boiron
Jarmey, Bouratinos, Agopunti, ed. Edi Ermes 2010

Grande Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia, Ivo Bianchi, ed. Nuova Ipsa, 2007


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domenica 22 gennaio 2012

Come affrontare ... le cistiti ricorrenti (parte prima)



Rimaniamo, come nel precedente post, in un ambito decisamente più femminile che maschile: le cistiti ricorrenti non complicate.

E' un fastidioso e talora doloroso disturbo caratterizzato da dolore e/o sensazione di pesantezza alla pelvi, bisogno frequente di urinare con urgenza, al quale seguirà però una scarsissima (pollachiuria), dolorosa (stranguria) ed insoddisfacente emissione di urina (tenesmo vescicale), talora con febbre e a volte con emissione di sangue nelle urine (macroematuria).
La durata è solitamente breve (2-3 giorni), tuttavia nelle pazienti in cui il disturbo si presenta frequentemente (anche più di una volta al mese) rischia di interferire persino nelle relazioni sociali (lavoro, necessità di rimanere fuori casa molte ore lontano da eventuali servizi igienici eccetera).

Vediamo come ci possono venire in aiuto alcuni rimedi non farmacologici, che pertanto non causeranno di certo un'ulteriore intossicazione (oltre quella già pesante ambientale) al nostro organismo. Non solo, con alcuni di questi rimedi, nella fattispecie quelli omotossicologici, il nostro corpo verrà addirittura liberato da eventuali accumuli tossici, grazie al drenaggio.

Partiamo dalla soluzione omotossicologica e fitoterapica, mentre nel post che seguirà parlerò dei rimedi omeopatici puri.

Rimedio base per il drenaggio omotossicologico dell'apparato urinario è
  • Solidago Compositum (fiale), che a seconda della verosimile causa della cistite andrà accompagnato a:
  • Berberis Homaccord se si sospetta una causa alta (rene, uretere, come ad esempio la litiasi)
  • Sabal Homaccord nel maschio, se la probabile causa di cistite è la prostata
  • Plantago Homaccord nelle cistiti femminili, soprattutto se si presenta il sintomo "enuresi notturna".
  • Lepiligemed gocce nelle cistiti femminili ricorrenti: si tratta in questo caso di un litogemmoterapico.
  • Fraxiligemed: ancora un litogemmoterapico, utile se la causa è renale
Durante la fase acuta è sempre opportuna l'aggiunta di rimedi omotossicologici puramente sintomatici come
  • Pareira Heel compresse, che fra l'altro aiuta il drenaggio della vescica, e
  • Cantharis compositum fiale, che riduce la sintomatologia ma come il precedente rimedio modula anch'esso il drenaggio emuntoriale.
  • Cantharis Givimed gocce.
Nell'intervallo libero da sintomi sarà sempre utile un drenaggio generale (emuntoriale - vedi sopra i rimedi organo specifici per l'apparato urinario - connettivale e cellulare).

In una buona terapia omotossicologica causale sarà sempre utile ricordarsi di bioterapici ed organoterapici.
Tra i primi potremo avvalerci di:
Medorrhinum, Tuberculinum, Bacterium coli.
Tra i secondi abbiamo a disposizione:
Mucosa compositum  e Vescica urinaria suis.

Non va infine dimenticato che qualunque terapia si imposti, chimica, omotossicologica, omeopatica, fitoterapica o altro, rimane fatto fondamentale l'idratazione abbondante, ed è utilissimo un lungo (3-6 mesi) ciclo di fermenti lattici (magari col supporto rafforzante di Colostrum), così come del resto Echinacea sarà un valido rimedio per rafforzare le difese immunitarie contro l'infezione batterica.

Un altro rimedio naturale, di origine fitoterapica, facilmente reperibile nelle farmacie, è l'estratto di Cranberry (Betberry, Cistinam), utilissimo come prevenzione in special modo nelle cistiti da E. coli.




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mercoledì 11 gennaio 2012

Come affrontare ... la menopausa: le vampate di calore




Avendo affrontato un argomento gelido come la paresi a frigore in piena estate, ora per far quadrare il bilancio non mi rimane che parlare di un tema scottante come quello delle vampate in pieno inverno.
Del resto il disturbo affligge le donne in periodo perimenopausale tanto durante la stagione calda quanto durante quella fredda, anzi a dir il vero se l'ambiente è freddo aumenta il rischio di malattie da raffreddamento, conseguenti alla tendenza a scoprirsi durante il fenomeno vasomotorio.

La gestione della menopausa è ovviamente complessa, e non si limita alle vampate, essendo molteplici le problematiche da risolvere.

L'omotossicologia è di primo acchito piuttosto semplice e facilmente utilizzabile, richiamandoci allo schema di fondo del drenaggio:

Lymphomiosot (o Lymdiaraal) e Galium Heel in gocce sono utili come drenaggio di base (linfatico e connettivale), mentre per stimolare la reattività organica specifica dell'apparato sessuale femminile li assoceremo o a Lilium Compositum (che già contiene organoterapici mirati ed è utile per un drenaggio emuntoriale dell'apparato riproduttivo femminile) oppure a Coenzyme compositum (drenaggio cellulare) o ad entrambi. Diversamente potremo assumere i singoli organoterapici al posto di Lilium compositum.
Come rimedi sintomatici tornano utili Aesculus compositum, che regola la circolazione periferica, e Sepia Heel, proprio per limitare il sintomo "vampata", oppure il litogemmoterapico Lepi-LiGeMed che ha sia un effetto sintomatico che di drenaggio emuntoriale.


In omeopatia la scelta è ovviamente più ampia (e per questo più ardua!).

Innanzitutto abbiamo dei rimedi di fondo da usare nella menopausa, i quali hanno un'azione estesa ben oltre il sintomo in oggetto e molto utili per i diversi disturbi del periodo menopausale.
Esaminiamoli in ogni caso limitatamente all'argomento del post:

  • Lachesis: ha vampate di calore con congestione cefalica, con emicrania soprattutto sinistra ed iperestesia tattile (non tollera di sentirsi stretta nemmeno dagli abiti), peggiora al sole e al risveglio, e in generale col calore. 
  • Sulphur: le vampate di calore si alternano ad altri distubi (vasomotori quali ipertensione o emorroidi e varici, oppure cutanei, mucosi, articolari). Ha piedi e mani brucianti. Come Lachesis peggiora col calore.
  • Sepia: Sepia ha le vampate ma senza visibili reazioni vasomotorie al viso, e inoltre, come tutti i rimedi di questo primo gruppo, presenta i segni classici del rimedio.
  • Graphites: sono donne pallide e grasse con vampate al viso che possono terminare con un'epistassi;  peggiorano col freddo e l'umido ma hanno bisogno di aria fresca, quindi preferiscono gli ambienti aperti pur coprendosi molto.
  • Thuya: se l'anamnesi patologica remota e farmacologica sono entrambe "pesanti" (cioè la paziente ha usato molti, troppi farmaci fino ad ora).
Fino qui i rimedi di fondo più usati in menopausa.
Ora vediamo i rimedi prettamente sintomatici per le reazioni vasomotorie che tanto inficiano la qualità di vita delle pazienti.

  • Belladonna: vampate soprattutto alla testa, con sudorazione profusa al viso, che iniziano e terminano molto bruscamente.
  • Glonoinum: simili a Belladonna ma con più accentuato eretismo arterioso e cardiaco (pulsante, con pressione arteriosa elevata).
  • Sanguinaria canadensis: se le vampate al viso e al collo provocano un rossore circoscritto alle gote, seguiti da bruciori soprattutto a orecchie, palmo delle mani e pianta dei piedi, senza sudorazioni.
  • Amylium nitrosum: se la vampata è seguita da sudore abbondante con sensazione di freddo in tutto il corpo.
  • Veratrum viride: se le vampate si accompagnano ad abbondante sudorazione fredda.
  • Lilium tigrinum: con sintomi di eretismo cardiaco.
  • Acidum sulphuricum: vampate con sudorazione, che peggiorano la sera ed in seguito ad uno sforzo fisico, con spossatezza.
  • Jacaranda caroba: vampate di calore e sudore improvviso.

Un accenno merita anche la fitoterapia, in cui ho trovato utile come rimedio di primo acchito i derivati del trifoglio rosso come Promensil Forte, una compressa a colazione oppure, se i sintomi si manifestano principalmente la notte, a cena. Unico accorgimento: assumerlo lontano da altri medicamenti.




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giovedì 5 gennaio 2012

Aggravamento omeopatico e vicariazione omotossicologica


(Immagine tratta dal sito: http://www.medicinanonconvenzionale.net/Omotossicologia.aspx?Ac=2 )


Inizio l'anno con una semplicissima precisazione, utile ai pazienti che decidono di intraprendere una cura omeopatica e/o (le due non si escludono affatto!) omotossicologica.
Rimando ai post dedicati per la spiegazione delle differenze tra omeopatia ed omotossicologia, ed in particolare alle parti dedicate a quest'ultima.

Vediamo ora invece cosa potrebbe capitare durante la cura omeopatica ed omotossicologica, in modo che nel caso non ci allarmeremo più del dovuto.

Quando si inizia una cura omeopatica l'omeopata dovrebbe spiegare ai suoi pazienti che talora, non in tutti e non sempre, può verificarsi il cosiddetto "aggravamento omeopatico". Il termine non trae in inganno, in quanto trattasi di vero e proprio aggravamento della sintomatologia che ha portato il malato a rivolgersi al medico.
Solitamente questo peggioramento dei sintomi avviene nei primi 15-20 giorni di terapia, ed è segno che la cura è stata ben scelta, che insomma l'omeopata ci ha "azzeccato"!
Quindi niente turbamenti: si abbandona la cura per alcuni giorni, e appena si ha un miglioramento riprendiamo ad assumere i nostri rimedi (gocce, granuli, globuli eccetera).
In poco tempo assisteremo alla remissione clinica, con grande soddisfazione di medico e paziente!!!

Quando invece optiamo per un percorso omotossicologico, si può andare incontro alla "vicariazione regressiva", ovvero non si ha un peggioramento dei sintomi in atto, ma piuttosto un ricomparire di sintomi e patologie pregresse, di vecchia data, di cui abbiamo sofferto per tempi lunghi in precedenza.
Ciò è più frequente durante la fase di drenaggio omotossicologico, e fa parte della normale reazione di un organismo alla terapia, come infatti già previsto dalla tavola delle omotossicosi.
In questo caso però, a differenza di quanto facciamo nell'aggravamento omeopatico, non interrompiamo nemmeno un giorno la cura ma andiamo avanti; semmai ci rivolgeremo al medico omotossicologo affinchè integri opportunamente i rimedi in modo da far fronte al nuovo-vecchio disturbo che è ricomparso.

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sabato 24 dicembre 2011

Star of Bethelem (Ornithogalum Umbellatum) (SCORAGGIAMENTO)


(Foto tratta dal sito: http://www.elicriso.it/it/fiori_di_bach/star_of_bethlehem/)

In tema col Natale, vediamo oggi questo fiore di Bach: la Stella di Betlemme.
Fa parte dei rimedi per lo scoraggiamento e la disperazione, soprattutto in seguito a traumi. In questo senso la si potrebbe chiamare l'Arnica dei fiori di Bach.
In particolare la si usa per le conseguenze a lungo termine dei traumi, mentre durante l'evento, in acuto, è preferibile somministrarla in associazione, dentro il Rescue Remedy.
E' molto importante capire quando è il caso di utilizzarla. Sarebbe opportuno sceglierla solo verso la fine del trattamento, dopo aver giocato le carte corrispondenti ai sentimenti "acuti", ovvero è bene attualizzare la scelta del rimedio floreale. Per essere chiari: se il ricordo di un certo evento traumatico suscita rabbia, somministrare prima un fiore per la rabbia (Holly) e solo successivamente Star of Bethelem.
Tuttavia può essere utile fin dall'inizio del percorso terapeutico qualora vi siano resistenze alla terapia, come un catalizzatore, per un paio di mesi. Esempi di questi casi sono la terapia in caso di sterilità femminile in assenza di cause organiche, e i primi due mesi di vita (la nascita è sempre un trauma!) assieme a Walnut.
Spesso sarà opportuno far seguire Rock Rose o Sweet Chestnut.
Star of Bethelem "resetta" il sistema, elabora lo shock, rende corpo e mente liberi da tensioni legate al trauma, ammorbidisce e ripara le "cicatrici" lasciate dall'evento pregresso.



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domenica 11 dicembre 2011

Oligoelementi n°1




Ho accennato brevemente all'importanza degli oligoelementi in un precedente post dedicato alle sindromi influenzali.

Vediamo ora quali sono i principali e come si usano, singoli o associati.

Tralascio volutamente il discorso sulle diatesi, ovvero sulle tendenze morbose (ossia perchè una persona tende ad ammalarsi più spesso di determinate patologie, ad esempio allergiche oppure infettive e così via) in quanto, seppur direttamente correlato agli oligoelementi, l'ho sempre trovato piuttosto artificioso ed assai poco pratico.

Passo invece subito volentieri ad esaminare i singoli rimedi composti da oligoelementi, singoli od associati, e le loro funzioni terapeutiche.

Manganese

Il Manganese è indicato in caso di:
  • malattie allergiche come orticaria, asma allergica, rinite cronica;
  • emicrania, con disturbi digestivi e visivi
  • artralgie fugaci
  • iperattività
  • specialmente in soggetti con astenia al mattino e maggiore energia la sera

Va notato che il Manganese può talora provocare un fenomeno di aggravamento, simile a quello che si osserva in omeopatia. In tal caso possiamo associare del Fosforo, che dovrebbe ridurre i disturbi, altrimenti sospendiamo il rimedio per una decina di giorni per poi riprenderlo a posologia ridotta.

Manganese-Rame

Il complesso Manganese-Rame è indicato nei casi di:
  • malattie infettive croniche respiratorie, urinarie, otorinolaringoiatriche, gastrointestinali (cistiti recidivanti, BPCO ... )
  • eczemi cronici
  • dismenorrea
  • in prossimità di vaccinazioni (ottimizza la risposta anticorpale e riduce le complicanze vaccinali)
  • come prevenzione dell'influenza (iniziando 2-3 mesi prima)
  • specialmente in soggetti facile affaticabili con stanchezza la sera, calmi, riflessivi e metodici

Manganese-Cobalto

L'oligocomplesso Manganese-Cobalto lo useremo nei seguenti pazienti:
  • pazienti con sindromi neurovegetative varie
  • pazienti con disturbi circolatori varii
  • donne che presentano i disturbi tipici della menopausa
  • pazienti che accusano calo della capacità di concentrazione
  • persone sofferenti di ansietà, insonnia e instabilità dell'umore
  • specialmente in persone che se già sono stanche al mattino non fanno che peggiorare inesorabilmente col passar delle ore

Rame-Oro-Argento

Questa triade è utilissima per:
  • malattie infiammatorie a lenta risoluzione
  • convalescenze
  • infezioni recidivanti
  • depressione
  • esiti di traumi recenti e remoti
  • specialmente in persone del tutto anergiche, con una stanchezza globale, cronica, che non può essere più alleviata neppure dal riposo

Rame

Il Rame è un oligoelemento dalle proprietà davvero interessanti!
Usiamolo se abbiamo:
  • malattie infiammatorie di diversa origine (sia battriche che virali)
  • febbre
  • artriti
  • assunto 5 minuti dopo aver assunto un FANS ne potenzia l'effetto antalgico fino a 20-30 volte!!!

Magnesio

Il Magnesio può essere assunto con buoni risultati in pazienti che soffrono di:
  • spasmofilia
  • tremori
  • ansia ed iperemotività
  • colon irritabile e alterazioni della persitalsi gastrointestinale
  • artrosi
  • sindrome premestruale


Fin qui ho accennato solo ai principali oligoelementi, o per lo meno a quelli che trovo personalmente più utili.
Ve ne sono molti altri, di cui parlerò un'altra volta.



Fonti: La logica degli oligoelementi, B. Brigo, Ed. Ariete
         Compendium 2010, Guna

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domenica 4 dicembre 2011

Come affrontare ... le sindromi influenzali

Inverno e influenza, un binomio classico.
Cosa fare per fronteggiarla?

Abbiamo già visto l'importanza della prevenzione, e ho dedicato un intero post alla cura della febbre, di qualsiasi origine essa sia.
Oggi mi dedico nello specifico al virus dell'influenza stagionale e dei parainfluenzali, con tutti i classici sintomi.
Ci tengo a precisare nuovamente che a seguire si trovano suggerimenti di massima, e che la gestione di una cura (omotossicologica, e ancor più omeopatica pura) è cosa complessa da riservare al medico.
Rimanendo comunque su linee generali, e considerata la lunghezza di questo post dovuta alla frequenza del problema trattato, ritengo utile ricordare due cenni in merito alle assunzioni dei rimedi.

In generale i rimedi omoepatici vanno assunti a digiuno e sotto la lingua, vanno conservati al riparo da luce, calore e fonti elettromagnetiche, e per quanto riguarda i complessi omotossicologici sintomatici e drenanti la modalità più comune di somministrazione negli adulti è di 10-15 gocce per 2-3 volte al dì o di 1 compressa 2-3 volte al dì, fino ad una volta ogni mezz'ora nelle fasi acute. Vanno invece sapientemente dilazionate le somministrazioni dei bioterapici e degli organoterapici. (In età infantile generalmente si dimezzano le quantità, non la frequenza).
Le tinture madri (T.M.) si assumono nell'adulto a dosi di 30-50 gocce 2 volte al dì, mentre rimane pressochè impossibile quantificare gli omeopatici puri dal momento che la frequenza e la potenza del rimedio richiedono competenza e paziente personalizzazione.

Omeopatia:
Innanzitutto vediamo cosa fare ai primissimi sintomi, o meglio ancora per prevenire l'influenza nei periodi di epidemia o quando abbiamo in famiglia un ammalato.
In questo frangente ci sarà utilissimo Oscillococcinum, assunto una volta la settimana, assieme ad Influenzinum.
Una volta comparso il caratteristico corredo sintomatologico, dal momento che l'esordio sarà accompagnato dall'immancabile febbre, somministrare Aconitum (appena iniziano i brividi) seguito da Belladonna (appena inizia la sudorazione), come già indicato nel post dedicato.

Per alleviare invece tutti gli altri sintomi correlati alle sindromi influenzali, può essere utile e molto pratico somministrare contestualmente Gelsemium (che agirà soprattutto sui brividi e su quel tipico mal di testa che dall'occipite ci attanaglia a cerchio fino agli occhi), Rhus tox (che ci aiuterà soprattutto nei confronti delle osteoartromialgie) ed Eupatorium perfoliatum (che ha un'azione sovrapponibile ai due precedenti, ossia da un lato riduce i dolori ossei e muscolari e dall'altro attenua la cefalea oculare).

Se compare tosse secca, che scuote il petto al malato (lo vedremo tenersi il torace per contenere il dolore provocato dagli spasmi tussigeni) diamogli subito Bryonia.
Se invece lo sbocco della malattia sarà soprattutto in piccoli sanguinamenti (ad esempio epistassi) usiamo Ferrum  phosphoricum.
Qualora la sindrome si concentri nell'apparato gastroenterico, con alitosi, diarrea, dolore in fossa iliaca destra, ricordiamoci di Baptisia tinctoria.

Omotossicologia:
Ai primissimi sintomi, in special modo quando siamo sicuri che si tratti del virus influenzale vero e proprio, affidiamoci ad un semplice drenaggio linfatico assieme ad Omeogriphi e ad Engystol, compresse che aiuteranno il nostro organismo a rinforzarsi nei confronti di qualsiasi infezione ad origine virale.

Quando invece i sintomi diventano conclamati, Aconitum Heel (oppure Inver OTI) ci aiuterà a smorzare la febbre e i dolori ossei; Belladonna Homaccord sarà utile se predomina il mal di gola con gola rossissima e tonsille gonfie; Tartephedreel andrà insieme a Tartarus Heel se lo sfogo virale sarà soprattutto nel senso di tosse catarrale molto produttiva oppure di bronchite asmatiforme (Tartephedreel è un vero e proprio drenaggio emuntoriale di tipo respiratorio), mentre davanti a tossi secche e stizzose è più utile associare Droperteel ad Husteel insieme a Drosera Homaccord gocce; infine Euphorbium compositum S spray nasale aiuta a liberare il naso ostruito.

L'omotossicologia ci propone anche un rimedio per prevenire complicanze batteriche, Echinacea compositum S, un'utilissima formula in fiale che si possono assumere tanto per via i.m./ s.c./ i.c./ e.v.,  che orale, od anche vaporizzate in aereosolterapia.
Bisogna sottolineare del resto che sia in una cura puramente omeopatica che in una terapia mista la prevenzione delle complicanze batteriche s può fare in ogni caso con Echinacea angustifolia T.M.
Un'altra caratteristica dell'omotossicologia è quella di utilizzare, insieme al drenaggio e ai rimedi specifici, anche i bioterapici e/o gli organoterapici, in questo caso il più adatto bioterapiaco è Grippe-nosode-Injeel, ma si può unire ad organoterapici specifici dell'organo più colpito.

Per concludere, non ho mai parlato degli oligoelementi, anch'essi utile strumento in varie problematiche.
Nel particolare caso dell'influenza credo utile il Rame come singolo oligoelemento quale accompagnamento della terapia durante la fase conclamata (aiuta a ridurre i sintomi da raffreddamento, e se associato ai comuni antinfiammatori ne potenzia l'effetto); mentre Manganese-Rame, fin dai 2-3 mesi prima dell'epidemia, è efficace quale prevenzione.

E con questo fine, e tanti auguri a tutti di non ammalarsi!!!

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giovedì 1 dicembre 2011

Buon compleanno blog!



Oggi mi festeggio!!
Ad un anno dall'inizio di AcquaCluster mi auguro ...

 ... Buon Compleanno, blog!!!


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sabato 26 novembre 2011

Modalità di conservazione e di assunzione dei rimedi omeopatici



Per oggi ecco alcune semplici ma importanti modalità di conservazione dei rimedi omeopatici, omotossicologici, oligoelementi, fiori di Bach, litogemmoterapici eccetera.

Elenco le regole (non in ordine di importanza).

Come conservarli?
  • al riparo da luce e calore
  • lontano da fonti elettromagnetiche (radiosveglie, frigorifero, freezer, cellulari, computer, TV ...)

Come assumerli?
  • a digiuno (15-30 minuti prima o 1-2 ore dopo i pasti)
  • sotto la lingua
  • bevendo molta acqua durante i giorni della terapia
  • evitando di assumere carne di maiale, soprattutto se si sta facendo una terapia a base di organoterapici suis
  • evitando di eccedere con tisane
  • stando attenti a non assumerli immediatamente dopo aver lavato i denti (semplicemente perchè il dentifricio contiene spesso sostanze, tipo la salvia, che alterano le capacità di assorbimento sublinguale)
  • attenendosi rigorosamente alle frequenze di assunzione consigliate
  • non prendere in mano i granuli/globuli ma versarli nel coperchietto del tubo e quindi direttamente in bocca sotto la lingua


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venerdì 18 novembre 2011

Come affrontare ... la febbre




"Mamma, ho anche la febbre!"
Quante volte da bambini abbiamo guardato con malcelata soddisfazione il termometro, che ci assicurava che sì, questa volta dalla scuola dovevamo rimanere proprio a casa, perchè se c'era la febbre allora eravamo veramente ammalati.
E quante volte il medico sollevando la cornetta del telefono sente come prima denuncia di sicura malattia del paziente la presenza più o meno importante del sintomo "febbre"! "Dottore, ho la febbre ... " e poi tutto il resto. Poi però, quasi che il resto non fosse la causa ma la conseguenza dell'aumento di temperatura.
Nient'affatto: la febbre, o rialzo termico, o aumento della temperatura corporea, o iperpiressia (ci si sbizzarrisce nei nomi) è un sintomo, e non una malattia.
Un sintomo utilissimo perlatro, finalizzato alla sconfitta del microbo infettante.
Ma anche un sintomo fastidioso, che porta con sè "regali" come dolori muscolari e ossei diffusi, occhi lacrimanti, mal di testa, difficoltà di concentrazione, intolleranza a luce e rumori ... quando non provoca, nel bambino sotto i 6 anni, attacchi di convulsioni generalizzate.
Il rimedio classico e arcinoto alla febbre è il paracetamolo (Tachipirina).
Tuttavia bisogna notare come l'uso del paracetamolo seppur porti sollievo va a spegnere l'unico fuoco naturale in grado di bruciare l'esercito nemico, il microorganismo.
Da qui la sempre maggior tendenza, anche nei corsi accademici, a raccomandarne l'uso solo in casi selezionati a rischio elevato, come i bambini che hanno già sofferto di convulsioni febbrili, gli anziani, i cardiopatici, e qualora la febbre sia alta al punto che i sintomi collaterali (cefalea in primis) diventino eccessivamente forti.
Cosa fare in tutti gli altri casi?
A parte una sempre importantissima idratazione, se per la medicina accademica rimane del resto solo il soffrire pazientemente, la medicina non convenzionale ci offre invece una vastissima gamma di rimedi utili a domare la febbre e i dolori che la accompagnano.

Fiori di Bach
  • Crab Apple: è un fiore di Bach. Diluire 4-6 gocce in un bicchiere d'acqua e sorseggiarle a poco a poco. Solitamente (eccettuati i casi in cui il paziente è completamente anergico, cioè talmente stremato da non aver nemmeno più in corpo le energie per reagire) si assisterà ad un rapido incremento della febbre (mamme, non vi spaventate!!), che dopo alcune ore scenderà altrettanto rapidamente con abbondante sudorazione.

Omeopatia
  • Aconitum: nella fase del brivido, specialmente se dovuta a colpo di freddo secco, con tachicardia, pelle rossa bruciante e secca, con forte sete ed agitazione (rinofaringiti, tonisilliti, laringiti, crup con tosse verso mezzanotte, diarrea da colpo di freddo con coliche), sete di piccole quantità di acqua fredda.
  • Belladonna: stesse indicazioni di Aconitum ma anche se c'è sudorazione abbondante, cefalea pulsante, occhi molto lucidi, delirio. Per i maggiori segni di flogosi spesso nella febbre segue cronologicamente Aconitum
  • Pyrogenium: a prescindere dalla sintomatologia e dall'eziologia, in tutti gli stati febbrili ed in particolar modo laddove il malato è prostrato, astenico, nn reattivo, si trascina la febbre o la febbricola per tempi lunghi, e a dispetto del modesto rialzo termico ha il polso piuttosto frequente (tachicardico)
  • Eupatorium perfoliatum: soprattutto nelle sindromi influenzali, con dolore ai bulbi oculari peggiorato alla minima compressione sul bulbo, e indolenzimento generale
  • Baptisia tinctoria: come Eupatorium, ma con sintomi biliari e/o gastrici, e in fossa ilaca destra
  • Echinacea angustifolia (anche in T.M.): in tutti i processi infettivi, specialmente batterici
  • Arsenicum: con peggioramento all'una-due di notte, bruciori fortissimi che migliorano col calore , agitazione e prostrazione importanti (frequente nelle infezioni intestinali, con diarrea nerastra e maleodorante, dissenteria, bruciore anale)
  • Gelsemium: con cefalea congestizia sopratutto occipitale e assenza di sete e di sudorazione
  • Bryonia: febbre con sete di grandi quantità di acqua fredda, mucose secche (tosse secca, tracheiti o bronchiti, con dolore retrosternale che costringe a premere forte contro il torace quando si tossisce). Sta immobile, peggiora col movimento e migliora con la forte pressione. Dolori pungenti
  • Rhus tox: anche qui febbre con sete di grandi quantità di acqua fredda, mucose secche (triangolo rosso sulla punta della lingua), forte agitazione (come Aconitum e Arsenicum), il malato non sta mai fermo, rabbrividisce al minimo movimento
  • Actaea Racemosa (Cimicifuga): febbre con cervicalgia che si irradia agli occhi
  • Agaricus: febbre con delirio

Omotossicologia ed altri complessi omeopatici:
  • Utile il drenaggio linfatico con Lymphomyosot gocce o Lymdiaral gocce, associato ad Aconitum Heel e a Belladonna Homaccord, più Echinacea compositum S. Questo schema si adatta anche ad adulti ed anziani con una cera facilità e senza timore di incorrere in interazioni con eventali terapie preesistenti.
  • Altresì trovo utilissimo Oscillococcinum, un vero simolante delle nostre difese, assieme a Para-G compresse che potremmo definire il "paracetamolo omeopatico"! Questo schema lo uso volentieri soprattutto nei giovani, in quanto più probabilmente non necessitano di una maggiore disintossicazione con drenaggio.


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sabato 12 novembre 2011

Come affrontare ... la stagione fredda




Sta arrivando davvero la stagione invernale.
Dopo un caldo che sembrava non dover mai finire ci troviamo davanti ad un autunno piovosissimo, umido, di quelli che invogliano a chiudersi in casa se solo si potesse! E invece bisogna far fronte alla stagione autunnale e invernale, ma basta essere ben equipaggiati, non solo nell'abbigliamento.

Parliamo oggi di prevenzione, con riferimento specifico alle virosi stagionali, a carattere prevalentemente respiratorio. Febbricole e febbroni, raffreddamenti, tosse, freddolosità, dolori alle articolazioni ... delle febbri e dei singoli sintomi parlerò in post dedicati, oggi vediamo solo una piccola ma importantissima cosa: come prevenirli, come rafforzare il nostro organismo per fronteggiare coraggiosamente i nemici in arrivo.

Nella mia esperienza personale utilizzo pochi rimedi ma efficacissimi.
Sono complessi omeopatici ed omotossicologici, il cui obiettivo è innanzitutto il drenaggio, ovvero l'alleggerimento del carico tossico, e poi il rafforzamento diretto ed indiretto del sistema immunitario.

Per persone che sono avanti nell'età, o comunque che hanno assunto molti farmaci negli anni precedenti, o che sono intossicate dal fumo o da altre abitudini di vita igienicamente scorrette (vita sedentaria, accessi alimentari, vita in città inquinate eccetera ...) inizio a Ottobre-Novembre un paio di mesetti con:
Lymphomiosot gocce 10 gocce sublinguali mattina e sera (o Lymdiaraal gocce, 15 gocce)
Galium Heel gocce, stesso dosaggio.
Questo è il vero e proprio drenaggio in senso omotossicologico.
Contemporaneamente si assume Oscillococcinum un tubo dose sublinguale la settimana per tutto il periodo invernale, oppure Omeogriphi (che contiene anche il bioterapico influenzale) in identiche dosi.

Nei soggetti meno intossicati (bambini, giovani che hanno assunto pochi medicinali e fanno sport) mi limito all'utilizzo dell'ultimo rimedio e basta.
Infatti Oscillococcinum ed Omeogriphi non servono per il drenaggio ma sono piuttosto dei "vaccini", ovverosia contengono sostanze in grado di stimolare le difese immunitarie.

Oscillococcinum è un complesso omeopatico che torna assai utile anche assunto ripetutamente durante la giornata (2-3 volte) ai primi sintomi, sebbene in questi casi mi tornino assai comodi anche Omeogriphi ed Inver Oti.
Ma non voglio anticipare ora il trattamento delle sindromi febbrili da raffreddamento, di cui parlerò prossimamente.

Per ora cominciamo a prevenire, che è comunque meglio che curare!

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domenica 6 novembre 2011

La medicina nel futuro



Mi piace immaginare quando, fra anni e anni, secoli forse o forse millenni, la medicina odierna verrà guardata attraverso il cannocchiale del tempo e sarà vista come qualcosa di molto antico ed ormai superato da tempo.
Ma non perchè saranno ulteriormente progredite le tecnologie e la chimica, bensì al contrario: perchè l'umanità sarà stata finalmente capace di riappropriarsi della natura, delle relazioni, della capacità di sintesi, e dei sistemi semplici.
Allora gli odierni "camici bianchi" saranno ricordati con compassione, con un sorrisetto, esattamente come noi raccontiamo delle cure praticate nei secoli trascorsi.

La medicina fino al 1600 circa era soprattutto stregoneria, alchimia, e il corpo umano un balocco con cui l'uomo stesso giocava e sperimentava.
Con l'avvento dell'anatomia patologica e della biochimica si fa il salto alla medicina contemporanea, scientista, riduzionista, organicista: l'uomo-bambino ha voluto rompere il suo giocattolo, farlo a pezzi per sapere come funziona e studiarlo. Ed eccoci oggi ad aggiustarne volta per volta le singole parti, ora con la chirurgia, ora con la più fine chimica farmacologica.

Ma prima o poi la scienza si renderà conto che è necessaria una nuova sintesi, sarà indispensabile restituire il corpo umano, anzi la persona, alla sua integrità, e il fanciullo che ha smontato il suo gingillo lo dovrà riassemblare, e guardare e curare nel suo complesso.
Questa a mio avviso sarà la medicina di un futuro non so quanto lontano: una medicina elegante, indolore, globale, priva di effetti collaterali, ed anche domestica-famigliare.
Famigliare sì, dove gli ospedali e il personale sanitario di oggi, asettici e rigorosi, spesso forzatamente distaccati, non esisteranno più e verranno anzi additati come un sistema primitivo e grezzo.
La presuntuosa medicina del 2000 sarà vista come una specie di cantiere in cui si alternavano falegnami o idraulici o elettricisti del corpo umano secondo i casi, insieme a grossolani sistemi diagnostici che richiedevano spazi enormi e goffi macchinari costosissimi, cui facevano seguito, quali terapie, dei bombardamenti macromolecolari con veri e propri veleni di cui nemmeno si conoscevano tutti gli effetti ...

Io invece amo immaginare un futuro della medicina in cui nulla di macroscopico servirà più per curare, ma la guarigione avverrà non so ora come ma di certo in modo silenzioso, invisibile, caldo, impalpabile, fluido, e in un contesto di intime relazioni umane.

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Links utili per medici omeopati: testi online e software gratis

Non so se queste indicazioni potranno essere utili per alcuni colleghi che fanno anche omeopatia, comunque anche se suppongo che i più già li conosceranno tutti ampiamente, le scrivo non si sa mai facciano comodo a qualcuno.
Si tratta di alcuni links da cui scaricare testi o software gratuiti di omeopatia. Quasi tutti in inglese o spagnolo però, l'utente è avvisato!







  • Bellavite, P. Biodinamica. Basi Fisiopatologiche e Tracce di Metodo per una Medicina Integrata. Tecniche Nuove, Milano, 1998, in italiano: vedere qui






Sono graditi suggerimenti ed integrazioni, sperando di aver, già con questo poco, aiutato qualcuno a lavorare meglio e più celermente.

 


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venerdì 4 novembre 2011

Apiterapia n°2: il polline



Per il post rimando al sito:
http://www.scienzanatura.it/vetrina/polline/

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mercoledì 19 ottobre 2011

Come affrontare … le suppurazioni

La suppurazione è la formazione di materiale infetto (pus) che si presenta come un liquido denso, giallo o verdastro, maleodorante, più o meno abbondante.
Le suppurazioni possono avere una via d’uscita (drenaggio) spontaneo oppure essere chiuse, ed in quest’ultimo caso si potrà instaurarvi un drenaggio non spontaneo, cioè di tipo chirurgico.
Gli esempi si sprecano: andiamo da eventi banali come il foruncolo ad eventi gravissimi come raccolte ascessuali interne (empiemi).
La terapia medica classica si avvale principalmente di antibiotici, locali in forma di pomata nei casi più superficiali o sistemici nei casi di suppurazione più profonda o comunque resistente alle terapie topiche, fino al drenaggio chirurgico tramite incisione.
L’omotossicologia ci propone:
  • Belladonna Homaccord gocce, in particolare laddove siano evidenti i segni della flogosi
  • Arnica Heel gocce, rimedio omotossicologico aspecifico delle infiammazioni
  • Mercurius Heel compresse, specialmente nelle tonsilliti con cripte tonsillari ripiene di pus
  • Arnica compositum pomata, sulla lesione quale rimedio aspecifico delle flogosi
  • Echinacea compositum S, che combatte contro i batteri responsabili
  • Silicea Heel nei casi cronicizzati

In omeopatia pure troviamo:
  • Belladonna nelle fasi inziali, in cui è ancora presente la flogosi (dolor, tumor, rubor, calor, functio lesa)
  • Apis sempre nelle primissime fasi, se il dolore è pungente e migliora con applicazioni fredde
  • Arsenicum album se vi sono dolori brucianti migliorati dal calore, con paziente prostrato e agitatissimo
  • Bufo rana se siamo davanti a linfangiti localizzate
  • Pyrogenium, se coesiste febbre
  • Hepar Sulphur: in questo caso abbiamo un ottimo alleato, ma dovremo prestare attenzione alle potenze (diluizioni) da utilizzare. Infatti saranno opportune le basse diluizioni (5CH) quando sia presente un drenaggio spontaneo che noi desideriamo favorire, mentre ci affideremo alle alte diluizioni (15-30 CH) in caso contrario, quando appunto il nostro intento è piuttosto quello di far regredire la flogosi e la suppurazione al fine di evitare un trattamento chirurgico
  • Mercurius solubilis, soprattutto se la suppurazione è nel cavo orale o all'inguine
  • Aurum muriaticum nelle suppurazioni delle ossa corte: dentarie e auricolari, se hanno uno sbocco di drenaggio assicurato
  • Silicea, se l'ascesso è cronico e fistoloso, molto usato insieme a
  • Calcarea sulphurica nelle fistole ed ascessi perianali

Fonti:
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia Facile, Clarke, ed. Nuova Ipsa, 1992

Terapia omeopatica  Possibilità in Patologia Acuta, ed. Boiron

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